Riflettendo...
La Riflessione
Nell’Insegnamento buddhista, la legge del karma, dice solo questo:
“Per ogni evento che accade, seguirà un ulteriore evento la cui esistenza è stata causata dal primo.
Il secondo evento sarà salutare o non salutare, a seconda che la sua causa sia stata abile o non abile”.
Un evento abile, non è accompagnato da brama, repulsione o illusione;
un evento non abile, è, invece, accompagnato da una o più di queste tre caratteristiche.
(Gli eventi non sono abili o non abili in se stessi, ma sono chiamati così
in virtù delle formazioni mentali che si manifestano con essi).
Per cui, la legge del karma ci insegna che la responsabilità delle azioni non abili
viene generata da colui che le commette.
Insegnante di Dharma
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La responsabità di un'azione,
che a volte si abatte sugli altri,
non è della persona che vive le sua conseguenza,
ma essa è della persona che ha dato inizio alle sue cause.
Osservare la realtà, comprendere con il retto sforzo
a fonte di quanto accada come causa di sofferenza
è una lezione possibile da imparare,
in ogni azione è possibile avere la visione chiara della sua causa.
Come attraverso uno specchio, possiamo guardare i moti interni
e comprendere che essi si manifestano nella realtà esteriore.
Con la compassione e l'amorevolezza
possiamo essere manifestazione di rette cause per rette azioni.
Poetyca
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L'insegnamento
Chi siamo?
Durante la meditazione possiamo entrare in profondità nella mente,
per investigare cosa e chi veramente siamo.
Chi muore? Poiché ciò che muore, non è ciò che siamo.
Sister Medhanandi
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Attraverso la nostra osservazione
possiamo comprendere
come tutto sia impermanente:
sogetto a svanire, a non restare
non ancorato ad un aspetto inattaccabile
dal tempo, dalle illusioni e dall'attaccamento.
E' come aprire una mano
ed accorgersi che analizzato
quanto possa perdurare
di quelle immagini mentali
che ci identificano...
presto essa resterà vuota.
Non ha senso pensare di poter possedere
una forma, un'idea stabile e immortale
di qualcosa che muta di continuo.
Se osserviamo noi stessi,
tolto ogni aspetto evanenscente
e non duraturo, cosa resta?
Poetyca
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27.06.2009 Poetyca
testi tratti da: httè://www.bodhidharma.it